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Come Sommare e Sottrarre Frazioni con Denominatori Diversi

7 min di lettura

Per sommare o sottrarre frazioni con denominatori diversi devi prima trovare un denominatore comune, idealmente il minimo comune multiplo (mcm), riscrivere entrambe le frazioni con quel denominatore, e infine sommare o sottrarre solo i numeratori. Il denominatore resta fermo durante tutta l’operazione.

Il motivo per cui serve questo passaggio è semplice: un numeratore ha senso solo insieme al suo denominatore, perché quest’ultimo dice quanto vale ciascuna “fetta”. 1/4 e 1/6 non parlano la stessa lingua: nel primo caso una fetta vale un quarto dell’intero, nel secondo un sesto. Prima di poter contare le fette insieme, devi tagliarle tutte della stessa dimensione, ed è esattamente quello che fa il denominatore comune.

Il metodo, passo per passo

Quattro passaggi, sempre nello stesso ordine:

  1. Trova l’mcm dei due denominatori. È il numero più piccolo in cui entrambi entrano un numero intero di volte.
  2. Converti ogni frazione in una frazione equivalente con quel mcm come denominatore, moltiplicando numeratore e denominatore per lo stesso fattore.
  3. Somma o sottrai i numeratori, lasciando il denominatore comune invariato.
  4. Semplifica il risultato, dividendo numeratore e denominatore per il loro massimo comune divisore (MCD).

Il passaggio che quasi tutti saltano è il primo. Se prendi due denominatori qualsiasi e li moltiplichi tra loro, ottieni sempre un denominatore comune valido, ma raramente il più piccolo. Il conto funziona lo stesso, semplicemente lascia più lavoro di semplificazione da fare alla fine.

Questo tipo di calcolo compare più spesso di quanto sembri fuori da scuola: una ricetta che chiede 2/3 di tazza di farina più 1/4 di tazza in più, un’asse di legno tagliata a 5/8 di pollice a cui va tolto 1/3 di pollice, o due misurazioni in un progetto che devono essere sommate per ottenere un totale. In tutti questi casi il ragionamento è identico a quello di una verifica di matematica: trovare l’mcm, convertire, poi sommare o sottrarre.

Esempio 1: una somma semplice, 1/4 + 1/6

Prendi 1/4 e 1/6. I denominatori sono 4 e 6, e il loro mcm è 12 (4 = 2×2, 6 = 2×3, quindi serve 2×2×3 = 12).

Converti ogni frazione:

  • 1/4 diventa 3/12 (moltiplichi numeratore e denominatore per 3)
  • 1/6 diventa 2/12 (moltiplichi numeratore e denominatore per 2)

Ora che il denominatore è lo stesso, sommi solo i numeratori: 3/12 + 2/12 = 5/12. Il risultato è già ai minimi termini, perché 5 e 12 non hanno divisori comuni oltre all’1.

Esempio 2: una sottrazione con numeri misti, 2 1/3 − 1 3/4

Qui entra in gioco un dettaglio che confonde molte persone: cosa fare con la parte intera. La risposta più semplice è convertire subito ogni numero misto in una frazione impropria, prima di toccare i denominatori.

  • 2 1/3 = (2×3 + 1)/3 = 7/3
  • 1 3/4 = (1×4 + 3)/4 = 7/4

Ora hai due frazioni normali, 7/3 e 7/4. L’mcm di 3 e 4 è 12.

  • 7/3 diventa 28/12 (moltiplichi per 4)
  • 7/4 diventa 21/12 (moltiplichi per 3)

Sottrai i numeratori: 28/12 − 21/12 = 7/12.

Verifica veloce in decimale: 2 1/3 vale circa 2,3333, 1 3/4 vale 1,75, e 2,3333 − 1,75 = 0,5833, che coincide con 7/12 = 0,58333. I conti tornano.

Convertire prima in frazione impropria evita un problema comune: se sottrai parte intera e parte frazionaria separatamente e la frazione del secondo numero è più grande di quella del primo (come in questo caso, 1/3 contro 3/4), finiresti per dover “prendere in prestito” un’unità intera a metà calcolo. Lavorando con frazioni improprie fin dall’inizio, quel passaggio scomodo semplicemente scompare.

Prova a immaginare cosa succederebbe lavorando separatamente. Sottraendo prima le parti intere, 2 − 1 = 1, e poi le frazioni, 1/3 − 3/4, ti accorgeresti che 1/3 è più piccolo di 3/4: il risultato parziale sarebbe negativo, e dovresti tornare indietro, togliere un’unità dall’1 già calcolato e trasformarla in una frazione da sommare a 1/3 prima di continuare. È lo stesso “prestito” che si fa nella sottrazione con i numeri interi in colonna, solo applicato ai numeratori. Trasformando tutto in frazione impropria fin dall’inizio, come 7/3 e 7/4, questo scambio di passaggi non serve più: si convertono, si portano allo stesso denominatore e si sottrae una sola volta.

Tabella di riferimento: mcm dei denominatori più comuni

Per i casi che ricorrono più spesso a scuola o in cucina, ecco l’mcm già calcolato:

Denominatorimcm
2 e 36
3 e 412
4 e 612
5 e 1010
6 e 918
8 e 1224

Nota il caso di 5 e 10: quando un denominatore è multiplo dell’altro, l’mcm è semplicemente il più grande dei due. Non serve nessun calcolo in più.

Somma o sottrai le tue frazioni

Per fare i conti senza carta e penna, o per controllare un compito, usa la calcolatrice qui sotto. Inserisci le due frazioni, scegli l’operazione, e ottieni il risultato già semplificato, oltre alla forma decimale e a numero misto.

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Errori comuni da evitare

  • Sommare o sottrarre direttamente i denominatori. 1/2 + 1/3 non fa 2/5. Il denominatore non si somma mai: il risultato corretto è 5/6, ottenuto convertendo entrambe le frazioni al denominatore comune 6.
  • Dimenticare di convertire i numeri misti in frazioni improprie prima di calcolare. Come visto nell’esempio 2, saltare questo passaggio porta quasi sempre a dover prendere in prestito un’unità a metà lavoro, con più occasioni di sbagliare.
  • Dimenticare di semplificare il risultato finale. Un risultato come 6/12 è matematicamente corretto ma va ridotto a 1/2 prima di considerarlo completo.
  • Usare il prodotto dei due denominatori come scorciatoia. Moltiplicare semplicemente i due denominatori tra loro (il cosiddetto metodo della moltiplicazione incrociata) funziona sempre, ma il risultato non è quasi mai il denominatore più piccolo possibile, quindi resta più da semplificare alla fine.

Nessuno di questi errori è grave se lo individui, ma tutti condividono la stessa causa: saltare un passaggio del metodo per fare prima. La sequenza mcm, conversione, somma o sottrazione, semplificazione richiede solo qualche secondo in più e toglie quasi ogni possibilità di sbagliare il risultato finale.

Domande frequenti

Cosa succede se le due frazioni hanno già lo stesso denominatore? Il lavoro si riduce di molto: sommi o sottrai direttamente i numeratori e mantieni il denominatore invariato. Per esempio, 3/8 + 2/8 = 5/8, senza bisogno di trovare nessun mcm.

Devo convertire i numeri misti prima di sottrarre? Sì, conviene sempre, soprattutto quando la parte frazionaria del secondo numero è maggiore di quella del primo. Se salti questo passaggio in un caso del genere, finisci con una frazione negativa a metà calcolo e devi prendere in prestito un’unità dalla parte intera, un passaggio in più che aumenta il rischio di errore.

C’è un metodo più veloce che trovare il minimo comune multiplo? Sì, la moltiplicazione incrociata: a/b ± c/d = (ad ± cb) / bd. È più rapida da applicare, perché non serve cercare l’mcm, ma il denominatore risultante (bd) non è quasi mai il più piccolo possibile, quindi spesso resta ancora da semplificare.

Come trasformo il mio risultato in decimale? Dividi semplicemente il numeratore per il denominatore. Per 5/12, il calcolo è 5 ÷ 12 = 0,41666…, con il 6 che si ripete all’infinito.

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